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Sul monte Aipos sono state ritrovate tracce, tra cui parti di mura, frammenti di tegole e vasellame, che provano che la zona fu abitata dal tardo periodo classico fino a quello romano, specialmente le località di Makria Skala, Gyrisma e Kambouri; tuttavia le rovine più tipiche sono quelle di Rimokastro.
Sulla parte livellata meridionale del dirupo si trova un edificio monumentale, le cui pietre, che compongono la parte inferiore, si sono conservate intatte in situ. La magione, in blocchi di pietra calcarea, è divisa al suo interno da due mura di partizione in tre stanze più piccole; l’intera area è livellata da due terrazze, una più grande ad ovest, ed una di minori dimensioni a sud. Sul lato meridionale dell’edificio centrale, la superficie è cosparsa di frammenti di tegole, vasi e oggetti tardo classici. L’edificio doveva essere la masseria dei fattori ed allevatori della regione.
Gli insediamenti in questi luoghi rocciosi di montagna sono sempre difficili da spiegare, così come le grosse buche lasciate dalla rimozione di enormi pietre: probabilmente gli abitanti cercarono di rimuoverle per rinvenire del suolo feritle e coltivabile, ma la spiegazione rimane ancora oggi nebulosa. |